Sviluppare la Resilienza dei bambini: le Psico-parole

La parola deriva da un concetto dell’ingegneria dei materiali, riferendosi alla capacità di alcuni materiali di assorbire gli urti adattandosi ai cambiamenti, modellandosi su di essi modificandosi per non rompersi. Molto spesso la vita ci mette di fronte ad eventi che non sappiamo come affrontare, spesso ci si chiude in sé stessi e si resta in balia delle emozioni negative; attivando la nostra capacità di resilienza attingiamo a tutte le nostre risorse interne per “capovolgere la situazione”, per cercare un nuovo punto di vista capace di fronteggiare le emozioni negative e affrontare la situazione traumatica adattandosi ad essa, per poi cambiare attivamente le cose.

Come attivare questa risorsa nei bambini? Per sviluppare la resilienza nei bambini e nei ragazzi sono necessari due passaggi.

  1. Per aumentare la capacità di resilienza nei bambini è necessario aiutarli a riflettere sulle difficoltà incontrate:

Cosa è accaduto? Come è successo? Perché è successo?

Quando accade qualcosa di spiacevole, i genitori hanno la tendenza a risolvere il problema per il loro figli, velocemente consolano il bambino/ragazzo e cercano di porre rimedio. In questo modo ci si sostituisce al bambino/ragazzo e gli si impedisce di imparare a tollerare la frustrazione per un evento negativo, nonché non lo si aiuta ad imparare a superare il problema autonomamente. Sarebbe invece molto più produttivo, dopo aver fornito un supporto emotivo e quindi aver consolato il bambino/ragazzo, invitarlo a riflettere sull’accaduto, riordinare le idee per capire poi come agire di conseguenza.

2. Successivamente si passa a stimolare ed implementare la loro capacità di ricreare soluzioni alternative:

Cosa possiamo fare per cambiare le cose? Pensiamo insieme a varie azioni per migliorare e/o cambiare la situazione.

Molto spesso la tristezza e la paura ci impediscono di cercare soluzioni alternative, poiché spesso si tende a pensare che “quella cosa non sarà mai come prima”, alleniamoci a pensare che i cambiamenti sono necessari nella vita e che molto spesso possono essere positivi e visti come un’occasione di crescita.

Il consiglio è quello di utilizzare qualsiasi evento negativo per stimolare il pensiero e la ricerca di soluzioni: la rottura di un giocattolo, un brutto voto, un litigio con un amico, una disobbedienza, ecc. Allenandosi il bambino diventerà sempre più bravo a “cambiare punto di vista” e a non fermarsi di fronte alle avversità, ma di ricercare in modo attivo una soluzione efficace.

 

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