Ansia da separazione ♥ La posta di Mamma e psicologia ♥

Buongiorno, avrei bisogno di un parere sul mio piccolo. È un bimbo di 8 mesi e, visto che viviamo lontani dai nonni e con pochi amici (ci siamo trasferiti poco prima che rimanessi incinta), io sono stata quasi il suo unico riferimento. Mio marito lavora tanto ma comunque fino a due settimane fa passavano del tempo insieme in serenità. Il problema è che da quando sono iniziate le vacanze, anche dal nido (ci va volentieri ed è sereno quando lo lascio), il bambino ha iniziato a volere solo ed esclusivamente me. Non accetta di essere preso in braccio da nessuno, neanche dal padre ed è meglio che glisso su amici e conoscenti. In più, in molte occasioni del giorno, ha iniziato a piangere disperato fino ai singhiozzi per i motivi più vari (cambio pannolino, inizio/fine pappa, se lo lascio a giocare pur rimanendo nel suo campo visivo). Anche la notte è diventata costellata di pianti disperati, mentre prima dormiva sereno nel suo lettino e, per sopravvivenza, adesso dorme con noi (altrimenti si sveglia ogni 10/15 minuti, almeno così i pianti ci sono ogni 3 ore). Da dieci giorni abbiamo cambiato casa, ma lui non sembra averne risentito. Abbiamo escluso le cause organiche, immagino che in parte sia temperamento ma mi domando se io e mio marito possiamo fare qualcosa a livello comportamentale per aiutarlo ad essere più sereno e sicuro. Grazie, saluti. Daniela

Cara Daniela,

mi parli di un bambino sereno, che frequenta il nido, che dorme nel suo lettino, ma che improvvisamente è cambiato. Molto spesso i cambiamenti improvvisi sono legati a cambiamenti sostanziali nella vita del bambino, eventi particolarmente stressanti o traumatici. C’è da sottolineare che gli eventi che il bambino può considerare stressanti e/o traumatici possono essere anche eventi che noi consideriamo insignificanti, o di cui non prestiamo attenzione. Proprio per questo ti invito a considerare i cambiamenti nella routine quotidiana che sono avvenuti nella vita del tuo bambino:

  • le vacanze di Natale
  • l’interruzione del nido
  • il cambio casa

In realtà i bambini dimostrano il loro stress con dei cambiamenti comportamentali, che spesso ci appaiono scollegati dai motivi che li hanno scatenati. Anche se i risvegli notturni, il pianto durante il cambio pannolino, il pianto nel fare il bagnetto sembrano comportamenti scollegati tra loro, in realtà sono tutte modalità di espressione dello uno stesso malessere. I cambiamenti avvenuti nella sua routine sicuramente hanno destabilizzato il bambino, che dimostra il suo scombussolamento con questi comportamenti.

Da non sottovalutare però anche l’età del bimbo: otto mesi è l’età in cui inizia la cosiddetta “ansia da separazione o paura dell’estraneo”.

Si tratta di una fase normale che attraversano tutti i bambini, che si presenta dai 7 ai 10 mesi, ed è fondamentale per lo sviluppo emotivo del bambino, che sperimenta frustrazione e paura per la possibile perdita della figura di attaccamento (di solito la mamma). Questa fase termina intorno al decimo mese di vita, ma può rimanifestarsi anche tra i 18 ed i 24 mesi, in corrispondenza dell’autonomia motoria, infatti il bambino può mostrarsi insicuro nell’esplorazione e, nonostante la voglia di camminare, cercare di mantenere la vicinanza con il genitore.

Sono legati a questa fase i risvegli notturni, i pianti immotivati, la ricerca perenne della presenza del genitore. E’ una fase che va affrontata con tanta pazienza ed amore, il bambino va rassicurato e va garantita (per quanto possibile) la nostra presenza quando la richiede. Cara Daniela, un gioco utile per facilitare il superamento di questa fase, vista l’età del tuo bimbo, è quello di allenare il bambino a prestare attenzione ad un oggetto, ad esempio una palla, e lanciare l’oggetto lontano, in modo che il bambino presti l’attenzione all’oggetto e non a te. Successivamente l’oggetto può essere nascosto dentro una semplice scatola, in modo che il bambino possa cercarlo. Questo tipo di giochi sono il preludio per i giochi di esplorazione, che potrà svolgere più attivamente man mano che svilupperà le capacità motorie.

 

Dott.ssa Veronica Simeone

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